Ripensare il punto vendita con la tecnica dello Scamper

di Antonio Provenzano | 05 novembre 2013
Con la celebre frase di Alphonse Bertillon “Si vede solo ciò che si osserva, e si osserva solo ciò che già esiste nella mente”, introduciamo il marketing emozionale e del visual merchandising applicato.

Tenere il passo in un mondo in continuo cambiamento

Ogni singolo giorno osservo il genere umano e mi chiedo: “Ma dove sta andando così velocemente?”. Per quanto mi riguarda, la risposta è semplice: non ne ho idea, ma ovunque sia questo posto, l’umanità sta andando lì a rotta di collo! Allo stesso modo, nel modo del consumismo, non viviamo più in un’epoca di consumatori, ma piuttosto in un’epoca che potremmo identificare con due termini: “prosumer” e “transumer”. Per prosumer intendiamo la fusione tra un consumatore che diventa anche produttore, egli infatti, cerca di vendere beni e servizi, che possiede o che ha prodotto, ad altri consumatori. Prendete ad esempio il fenomeno “eBay”, o quello ancora più sorprendente di Decathlon, dove i prodotti di seconda mano vengono venduti direttamente sul punto vendita! Per transumer si intendono, invece, i consumatori guidati da uno stile di vita transitorio, i quali si liberano emotivamente dalle preoccupazioni legate alla proprietà permanente e dai possedimenti. Nascono in questo contesto i pop-up store per soddisfare queste nuove esigenze. Come fare quindi a tenere il passo in questo mondo che cambia continuamente? 

L'innovazione nasce dalla creatività

Mentre ognuno cerca la propria risposta all’interno della parola magica “innovazione”, io affermo che non c’è innovazione senza creatività… Generare prodotti o servizi innovativi richiede una fase preliminare, vale a dire la creazione di nuove idee che potrebbero essere (e non dovrebbero essere), convertite in prodotto finale. Purtroppo, molte aziende oggi tendono a trascurare o a ignorare questa premessa fondamentale, in quanto considerano le energie spese per fare innovazione come una perdita di tempo. Capisco questa preoccupazione, così come è stata statisticamente provato che solo una su 89 nuove idee viene in realtà trasformata in “soluzione possibile”. Ma è così facile da fare! Ci sono molte tecniche che possono aiutare a generare nuove idee. Prendiamo ad esempio una metodologia sviluppata da Bob Ederle, il quale acronimo è scamper, ovvero una lista di controllo che consente di pensare a cambiamenti che può fare un prodotto esistente per crearne uno nuovo

In cosa consiste lo Scamper?

Scamper si  basa sul concetto che ogni cosa nuova è una modifica di qualcosa che esiste già. Ogni lettera della sigla camper rappresenta una modalità diversa che rende possibile giocare con le caratteristiche di quella che è una sfida finalizzata ad attivare nuove idee. Per utilizzare la tecnica dello scamper, come primo passo bisogna identificare il problema che si desidera risolvere o l’idea che si desidera sviluppare. Può essere qualsiasi cosa: una sfida nella vostra vita personale o professionale, o forse un prodotto, un servizio o un  processo che si desidera migliorare. Dopo l’individuazione della sfida, non resta che interrogarsi su di essa facendo riferimento a scamper come lista di controllo per guidare l’utente. Si consideri, ad esempio, il problema “Come posso aumentare le vendite nella mia azienda?” 

Domande

Dopo la “scamper ricetta”, vi propongo alcune domande che vi potete porre. Queste domande vi costringeranno a pensare in modo diverso il vostro problema ed, eventualmente, a trovare soluzioni innovative. Questa tecnica viene oggi modernamente utilizzata in fase di analisi all’interno dei processi di Visual Merchandising interpretati come un vero e proprio sistema di comunicazione proattiva e dinamica, che si inserisce in modo armonico all’interno del marketing sensoriale, quale anello di congiunzione tra il consumatore moderno e l’identity del retailer, oltre che come puro significante del messaggio aziendale. 

S = (Sostituto) 
“Che cosa posso sostituire nel mio processo di vendita?” 

C = (Combinazione) 
“Come è possibile combinarlo, integrarlo, unirlo con altre attività in store?” 

A = (Adattare) 
“Che cosa posso adattare o copiare da qualche altro processo di vendita?” 

M = (Ingrandimento)  
“Che cosa posso ampliare sul mio set  o dove posso mettere maggiormente l’accento sulla gestione in vendita?” 

P = (Ad altri usi) 
“Come posso declinare la mia tecnica di  vendita ad altri usi?” 

E = (Elimina) 
“Che cosa posso eliminare o semplificare nel mio processo di vendita?” 

R = (Riorganizzare) 
“Come posso cambiare, riordinare o invertire il mio modo di vendere?

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