Punto di Vision: Lelia Castellano

di Alexia Rizzi | 25 agosto 2014
Intervista alla Responsabile Progettazione Gruppo Fratelli La Bufala

Come è nata la catena di ristoranti Fratelli la Bufala? Quanti punti vendita avete nel mondo?

“Fratelli la Bufala – Pizzaioli Emigranti” è un marchio di proprietà della Emme Sei S.p.A. La società, nasce nel 2003 diventando in pochi anni leader di mercato. è un progetto di ristorazione che colloca la carne e la mozzarella di bufala al centro della propria proposta gastronomica. Da sempre il marchio ha puntato a dare un’immagine di sé legata alla genuinità dei prodotti della terra e alla cucina semplice, con l’obiettivo di diffondere in Italia e nel mondo la pizza napoletana la mozzarella campana e la carne di bufala. A oggi la rete conta quasi 80 location, in Italia e nel mondo: tra le altre è presente in città come Dubai, Il Cairo, Istanbul, Londra, Malta e Miami.


Quali sono i tratti distintivi dei ristoranti Fratelli la Bufala?

I nostri ristoranti hanno ciascuno la propria identità, pur essendo tutti caratterizzati dallo stile unico che contraddistingue il nostro marchio nel mondo. Il design Fratelli la Bufala è basato su immagini dai colori mediterranei, che rimandano alla natura e alle origini campane. Ciò che accomuna tutti i ristoranti Fratelli la Bufala nel mondo sono gli elementi cardine del ristorante FLB: il forno a legna, posizionato in modo che sia sempre visibile all’ingresso dei clienti, la cucina spesso a vista e soprattutto il banco Bufalata, un bancone in essenza di castagno, corten e vetro progettato in modo diverso e particolare per ciascun ristorante dove si espongono contorni e latticini e si preparano antipasti e insalate. La definizione del layout si realizza coniugando le caratteristiche di ciascuna location con le peculiarità del design Fratelli la Bufala con lo scopo di rendere le une l’esaltazione delle altre.


La Visual Communication “parla” di Made in Italy, è così nei vostri ristoranti di tutto il mondo?

Sicuramente lo è di più all’estero, in Italia non abbiamo bisogno di accentuare il nostro carattere made in Italy, mentre all’estero teniamo molto a evidenziare le nostre origini 100% italiane e questo si traduce oltre che nei piatti proposti nel menù anche nei materiali, nei dipinti realizzati in esclusiva per i nostri ristoranti da Antonio Montariello e nelle decorazioni del punto vendita. Questa esigenza non è veicolata solo dalla nostra volontà ma diventa impellente dal momento che la cucina italiana è molto diffusa nel mondo e forse è ancora più diffusa l’imitazione della cucina italiana.


Cibi usati come elementi di decorazione che messaggio vuole trasmettere questa strategia?

Utilizziamo il cibo come decorazione nel banco Bufalata, nei mobili espositivi e posizioniamo delle piantine aromatiche anche sui tavoli. Il messaggio che vogliamo trasmettere è quello dell’autenticità, la frutta e la verdura esposti nel ristorante sono gli stessi che vengono utilizzati nella preparazione dei piatti e il cliente può testare con mano la loro freschezza. E poi – è risaputo – l’appetito vien mangiando... ma anche guardando!


Può sintetizzare le stile dei ristoranti Fratelli la Bufala, in poche righe?

Lo definirei personale, e questo ha un duplice senso: in primo luogo perché nonostante Fratelli la Bufala sia una rete in franchising cerchiamo di mantenere sempre inalterata l’anima e il carattere di ciascun ristorante e poi perché ogni punto vendita vuole raccontare la storia dei tre Fratelli la Bufala (riconoscibili dai ritratti presenti in tutti i ristoranti), che potremmo definire “glocal” da una parte, infatti Antonio, Giuseppe e Gennaro portano i valori e la tradizione della loro terra nel mondo, ma d’altro canto dal mondo in cui loro sono emigrati (la storia narra che uno sia andato a Madrid, l’altro a New York e l’altro a Tokio) cercano di trarre ispirazione per rendere sempre attuale e innovativa la loro offerta.